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Un decalogo per la montagna pulita

  1. Scegliere di preferenza cibi e bevande che non richiedano imballaggi pesanti e non bio - degradabili.

  2. Non lasciare tracce – visibili o nascoste – del proprio passaggio. Riporre sempre nello zaino ogni rifiuto.
  3. Non depositare mai le proprie immondizie nei contenitori dei rifugi.
  4. Non farsi vincere da falsi pudori e riprendere, con ferma gentilezza, gli altri escursionisti, quando abbandonano i loro rifiuti in natura.
  5. Lungo il sentiero in discesa, fermarsi a raccogliere almeno qualche lattina e qualche sacchetto di plastica.
  6. Nei rifugi non ordinare mai cibi o bevande che presuppongono confezioni "usa e getta".
  7. Segnalare alle sezioni proprietarie e alle competenti commissioni Tutela Ambiente Montano del CAI, supposte irregolarità riscontrate nei rifugi frequentati.
  8. Alle stesse commissioni segnalare la presenza di discariche "selvagge".
  9. Partecipare volontariamente alle iniziative promosse dal CAI per ripulire la montagna e per sensibilizzare i suoi frequentatori.

Ricordare che, l’aspetto dell’inquinamento, rappresenta solo una tessera del grande mosaico del rapporto tra l’uomo e la natura: ci sono ulteriori consapevolezze da acquisire e conseguenti azioni che è necessario compiere per vivere con rispetto l’approccio all’ambiente.

 

INDICAZIONI SUL CORREDO UTILE AL VIAGGIATORE ALPINO

  1. LO ZAINO deve essere leggero e di dimensioni proporzionate;
  2. UN CANNOCCHIALE, meglio un buon binoccolo da teatro, entro custodia allacciata alla cintola;
  3. Piccoli OGGETTI PER TOELETTA, aghi, spilli, filo, spago, taffetà d’Inghilterra;
  4. UN COLTELLO DA TASCA;
  5. UN PLAID, od anche un soprabito;
  6. DUE CAMICIE DI FLANELLA pel giorno e una di tela per la notte;
  7. CALZE piuttosto pesanti di cotone o filo e un paio di lana, dovendo viaggiare per neve o ghiaccio. In questo caso il costume alla Knickelboker è estremamente comodo, cioè calzoni corti e gambali di lana grossa;
  8. UN FOULARD di seta morbida per cignere al collo; PEZZUOLE DA NASO, UN PAJO DI GUANTI ROBUSTI;
  9. VESTIARIO di mezzo panno solido;
  10. SCARPE APPOSITE, più o meno robuste, secondo le escursioni da imprendersi;
  11. UN PAJO DI SCARPE leggerissime e basse da calzarsi arrivando all’albergo, onde riposare i piedi stanchi;
  12. UN FIASCHETTO con bicchiere o coppa separata;
  13. Una boccetta di TINTURA DI ARNICA con qualche pezzuola per fare una compressa;
  14. Un po’ di AMMONIACA, LAUDANO o MORFINA, sono utili in vari accidenti già toccati più sopra;
  15. Un vasetto di ESTRATTO DI CARNE LIEBIG per preparare un poco di brodo all’occorrenza. Le CONSERVE ALIMENTARI in scatola di latta, presso i salsamentari, servono eccellentemente in viaggio. Si riscaldino nell’acqua prima di aprirle.
  16. UN PARAPIOGGIA a bastone ferrato da preferirsi all’Alpenstock, nelle escursioni minori; pelle ascensioni, corde d ascia.
  17. LIBRETTO e LAPIS per annotazioni.

da "Guida per gite alpine nel Biellese"

C.A.I. Sezione di Biella (1882)

 

LA RIVOLUZIONE DENTRO LO ZAINO

Se guardiamo con occhi finalmente aperti il contenuto del nostro sacchetto delle provviste, non possiamo stupirci di quello che c’è dentro: siamo sicuri che la lattina di birra o di aranciata, la minestrina in polvere e la scatoletta di polvere siano davvero gli alimenti più adatti da portare con noi in un’escursione? Qualunque dietista solleverebbe seri dubbi in proposito. Il cibo e le bevande dei nostri zaini dovrebbero rispondere a tre requisiti: leggerezza di trasporto, comodità di utilizzo ed equilibrato apporto nutritivo.

Per quanto riguarda il problema della leggerezza, è evidente che il calcolo va fatto sul rapporto fra peso e contenuto: ad esempio, il contenitore di un cibo inscatolato non solo è difficilmente biodegradabile, ma è anche eccessivamente pesante rispetto alla quantità del contenuto.

Alimenti comodi, e meno inquinanti per quello che riguarda i residui, sono sicuramente le uova, la frutta secca, tutti i formaggi e gli insaccati e naturalmente cibi già cucinati come petti di pollo, pizze salate, dolci e così via; ottimi e molto energetici tutti gli alimenti integrali naturali, i quali fra l’altro calmano molto prima i morsi dell’appetito. La lattina di coca - cola può essere facilmente sostituita dalla borraccia piena d’acqua, di limonata naturale o di tè zuccherato, con notevole vantaggio non solo per l’ambiente, ma anche per la nostra salute.

"La borraccia è amica della Natura!". Potrebbe essere lo slogan di una campagna nazionale "per una montagna pulita". La borraccia è un contenitore che si usa praticamente all’infinito e sulla superficie del quale ogni ammaccatura ci ricorda un episodio del nostro rapporto con la montagna.

Dunque, viva la borraccia, come simbolo e come punto di partenza di un nuovo modo di comportarci in montagna.