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La struttura geologica del Biellese

Il Biellese si suddivide in due zone geologiche distinte, delimitate da un’importante faglia (linea di separazione e di movimento fra blocchi rocciosi): la Linea del Canavese.
Questa ben nota faglia è parte della grande linea tettonica, detta Insubrica, che, attraversando longitudinalmente tutta la catena alpina dal Piemonte all’Austria, rappresenta la più importante dislocazione delle Alpi.
Nel Biellese si sviluppa con andamento sud-ovest e nord-est, mettendo a contatto due complessi rocciosi che rappresentano ambienti geologici diversi: la zona Sesia-Lanzo, a nord-ovest e le Alpi meridionali a sud-est.
La zona detta "Alpi meridionali" è costituita da complessi rocciosi molto antichi, attraversati da una seconda faglia, chiamata Linea della Cremosina, che si sviluppa appunto tra Andorno e il colle della Cremosina. Anche questa frattura segna un netto cambio di morfologia fra la zona collinare del Biellese e bassa Valsesia e la zona di media montagna compresa tra le due faglie, caratterizzata da rilievi con altitudine massima di 2000 m (M. Barone di Coggiola).
I rilievi presenti a sud – est della Linea del Canavese, vista soprattutto la minore altezza, sono meno interessanti, ad esclusione di alcune pareti presenti lungo i versanti orientali del M. Barone di Coggiola.

Le rocce

L’interesse alpinistico è legato anche al tipo di roccia che forma la montagna (litologia).
Le rocce della Zona Sesia Lanzo si differenziano nettamente da quelle costituenti le Alpi Meridionali: è costituita da rocce che mostrano i caratteri di trasformazione e deformazione (metamorfismo) subiti durante l’orogenesi alpina.
All’interno delle rocce scistose sono presenti masse anche estese di metagranitoidi, cioè di rocce granitiche che hanno subito un intenso metamorfismo di alta pressione che ha modificato profondamente la composizione mineralogica, ma che non ha cancellato la struttura massiccia e compatta originaria.
In corrispondenza delle zone di affioramento di tali relitti granitici si incontrano le aree alpinisticamente più interessanti della Alpi Biellesi.
All’interno della Zona Sesia Lanzo si trova un vasto ammasso di rocce intrusive, denominato Plutone della Valle Cervo: le rocce hanno una struttura massiccia ed equigranulare di tipo granitico e, potenzialmente, potrebbero dare luogo a montagne alpinisticamente interessanti. Purtroppo le basse quote e la loro e la loro facile degradabilità non hanno permesso la formazione di rilievi significativi. L’unità strutturale che si incontra a SE della Linea del Canavese è la così detta Zona Ivrea – Verbano, che si sviluppa appunto tra Ivrea e Locarno (CH). Nell’area montana del Biellese questo complesso è costituito da rocce di tipo intrusivo.

Il paesaggio

Conseguentemente all’innalzamento della catena alpina si sono verificati nel tempo una serie di fenomeni di modellamento, in prevalenza di tipo erosivo, che hanno contribuito alla continua trasformazione della superficie, fino ad arrivare all’odierna configurazione morfologica del Biellese e delle sue valli.
Le montagne biellesi sono caratterizzate da versanti ripidi e solchi torrentizi incisi, con sezioni molto ristrette, che stanno ad indicare la particolare evoluzione geomorfologica dell’area. Durante le grandi glaciazioni pleistoceniche i ghiacciai hanno occupato solo in parte le vallate, per cui i caratteri e le forme glaciali sono evidenti solo alle quote più elevate, dove l’azione di modellamento dei ghiacciai è stata più intensa e si è protratta più a lungo, formando circhi glaciali ancora ben evidenti, valli con la tipica conformazione a "U", pareti e creste strapiombanti, di notevole interesse alpinistico. Alle quote più basse altri agenti morfogenetici hanno modellato le valli, tra questi i più importanti sono quelli esercitati dall’erosione e deposito dei corsi d’acqua; le forme glaciali sono circoscritte ad alcuni circhi, peraltro poco evidenti, posti alle quote più elevate (Valfinale, M. Barone).